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7 dicembre 2012

PROLATTINA


La Prolattina cos'è ed a cosa serve     

La Prolattina è un ormone prodotto dall'ipofisi (una ghiandola che si trova alla base del cervello) La prolattina serve a promuovere l'allattamento in tutte le donne gravide che hanno partorito da poco. In pratica la funzione principale della prolattina e quella di stimolare la produzione di  latte dagli acini ghiandolari della mammella.


La Prolattina è un ormone misterioso e capriccioso : Misterioso perché visto che serve a promuovere l'allattamento, nelle puerpere, come mai la troviamo nel sangue anche nelle donne che non sono in gravidanza e che non hanno partorito da poco, e sopratutto cosa ci fa la prolattina nei maschi?. La prolattina è anche un ormone capriccioso, poiché aumenta e diminuisce la sua concentrazione, nel sangue, in poco tempo, ritmo circadiano con pulsatilità molto variabile, anche in base a stimoli esterni, al fatto che gli occhi siano chiusi o aperti, siamo stanchi o abbiamo riposato ecc. a tal punto che possono esserci differenze notevoli tra un prelievo e l'altro, anche se effettuati in poco tempo e nella stessa giornata.


Prolattina alta: Difficile la Diagnosi

La diagnosi delle iperporlattinemie è difficile. Ricordiamo che la prolattina è un ormone capriccioso per cui   non sempre il momento del prelievo corrisponde alla effettiva prolattinemia. Infatti nella pratica clinica notiamo che spesso, a fronte di rilievi clinici inequivocabili di iperprolattinemia, quali seno gonfio e dolente, cefalea recidivante, secrezione di latte dai capezzoli, il risultato del dosaggio serico della prolattina risulta  nella norma. Ciò porta inevitabilmente ad una sottostima della patologia.

Prolattina alta: Quante Tac e Risonanze Magnetiche inutili!

Riceviamo spesso e-mail, di utenti che ci raccontano più o meno la stessa storia: Ho fatto un dosaggio per la prolattinemia è venuto fuori un valore leggermente alterato, la mia dottoressa della mutua mi ha prescritto la TAC / La RM . Le cose stanno così : I Valori normali di prolattina, al di fuori della gravidanza sono: ( 0 e 20 ng/ml) Esistono gli adenomi e microadenomi ipofisari prolattino secernenti,  ma in questi casi si hanno valori di prolattinemia notevolmente alterati, di almeno più di due deviazioni standard, rispetto alla norma. (oltre 100 ng/ml) Di fronte ad una valore leggermente alterato (30 - 40 ng/ml) è perfettamente inutile prescrivere questi esami che sono anche invasivi, e che in caso di negatività portano anch' essi ad una sottostima della patologia

In pratica il medico ragiona così:  la TAC è negativa? quindi la prolattina non è da curare.


Prolattina alta: Come fare una corretta diagnosi

  Generalmente si parla di Iperprolattinemia, solo se la sua concentrazione va oltre  determinati  valori  "cosiddetti normali" ( 0 e 20 ng/ml)  senza tener conto della presenza o meno dei segni clinici di iperprolattinemia.
 Nella corretta valutazione di una iperprolattinemia  questo tipo di valutazione non va più bene.
Innanzitutto occorre  tener conto della estrema variabilità di concentrazione nel tempo della prolattina nel sangue (ritmo circadiano): a volte nel giro di poche ore, la sua concentrazione ematica  può raddoppiare.
    In tale ottica, va benissimo fare anche più prelievi nel corso della giornata, però è a nostro giudizio, sbagliato unire i prelievi eseguendo un unico dosaggio. In caso di prelievi multipli, deve essere eseguito un dosaggio per ogni prelievo, perché lo specialista deve essere messo in grado di poter valutare anche l'andamento del ritmo circadiano.
Tuttavia ciò non basta perché è stato recentemente dimostrato che esiste anche la possibilità di  iperprolattinemia presente solo nell'asse ipotalamo ipofisario, con livelli ematici periferici normali.
Quindi, per una corretta valutazione della iperprlottaninemia, non basta  il semplice confronto matematico, con i valori indicati quali normali dal laboratorio, (che variano da laboratorio a laboratorio) invece è necessario effettuare una integrazione della diagnostica di laboratorio con la clinica, tenendo conto anche di segni quali, Cefalea, Mastodinia (dolore al seno), irregolarità mestruali in senso di allungamento dei cicli fino all'amenorrea,  secrezione mammaria dai capezzoli.
In particolare a proposito di quest'ultimo rilievo, (quello della secrezione lattea) ricordiamo non dovrebbe essere mai trascurata, in occasione di   visita ginecologica: la strizzatura dei capezzoli.


Prolattina alta: segni ecografici

Pochi sanno che Esistono anche dei Segni Ecografici di Iperprolattinemia, nelle donne, in età feconda, che sono:

Utero un pò più piccolo della norma
Endometrio tendente al sottile  ( 1mm - 3mm ) di aspetto lineare, iperecogeno
Ovaie piccole di aspetto Omogeneo, con pochi follicoli, tra l'altro piccoli (max 5 mm) oppure Policistosi Ovarica
Idrometra (segno raro)

Prolattina e Fertilità

La Prolattina a dosi seriche di una sola deviazione standard in più, cioè solo leggermente aumentata,  risulta essere in grado, di inibire l'ovulazione o per lo meno di ritardarla, al punto di renderla inefficace ai fini della fertilità.

La Prolattina alta  è anche in grado di interferire con l'annidamento embrionale.

   Il principale meccanismo di  azione, che ostacola la fertilità della iperprolattinemia è quello inibitorio nei confronti del picco dell'LH che ricordiamo essere l'induttore dell'ovulazione. La mancanza o la ritardata ovulazione influisce anche sulla carenza di produzione di progesterone che può provocare difficoltà nell'annidamento ed abortività precoce. Ricordiamo  questa cosa: La Prolattina alta può essere causa di aborto spontaneo in questo caso sarà precoce (5- 7 sett.).


Cosa influenza la secrezione della Prolattina

  I Fattori che possono aumentare la secrezione di prolattina sono molteplici:
Tumori quali adenomi e microadenomi ipofisari prolattinosecernenti (prolattinomi)
Interazione con altri  ormoni: estrogeni, ipotiroidismo.
Morbo di Parkinson a partire dagli stadi iniziali,
Farmaci: estroprogestinici antidepressivi triciclici, metoclopramide reserpina, metildopa, anti acidi  anti H2.
Uso di stupefacenti: sono stati osservati livelli di prolattina elevati in entrambi i sessi, in cocainomani, nel periodo iniziale di astinenza, probabilmente a causa della riduzione della dopamina, inibitore della secrezione prolattinica.
Ritmo sonno veglia: la riduzione del sonno, favorisce l'aumento della prolattina. Il meccanismo è legato alla  stimolazione luminosa della retina che avviene durante la veglia, che riducendo la produzione di melatonina favorisce l'aumento della secrezione di prolattina.
Sistema Immunitario: Esiste una complessa ed ancora in parte sconosciuta interazione tra prolattina e sistema immunitario; le infezioni virali e batteriche e gli stati infiammatori, le malattie reumatiche, i tumori maligni nello stato iniziale,  aumentano la produzione di Prolattina mentre la Prolattina tende a frenare il sistema immunitario. il sistema immunitario è anche sensibile ad altri ormoni che aumentano durante lo stress psicologico: il GH, il TSH, la prolattina  mentre  gli oppioidi endogeni e la melatonina risultano ridotti nello stress.
Altri fattori Ricordiamo infine  altri fattori che possono influenzare la produzione di prolattina quali: forti emozioni, i traumi, gli eventi stressanti, le malattie prolungate (infettive, reumatiche, neoplastiche, etc.).
 Ricordiamo infine che la regolazione della secrezione della prolattina da parte dell'adenoipofisi,  ha nel sistema dopaminergico il più importante sistema centrale di controllo che ne inibisce la secrezione a livello ipofisario, dove, sulle membrane delle cellule secernenti la prolattina, cellule lattotrope, sono presenti recettori specifici per la dopamina. Sulle cellule lattotrope agiscono anche altre sostanze che arrivano dalla periferia. 
La prolattina è un ormone della contro-regolazione di estrema importanza biologica. 

Prolattina alta: Effetti sull'organismo femminile


  • Secrezione di latte dalle mammelle
  • Allungamento della distanza tra un ciclo e l'altro fino all'amenorrea
  • Riduzione di volume dell'utero, aumento di volume delle mammelle
  • Cefalea
  • (Mastodinia) Dolore alle mammelle
  • 'Obesità
  • Azione favorente l'intolleranza glucidica
  • Azione favorente la policistosi ovarica
  • Azione di ostacolo alla fertilità a vari livelli compreso abortività precoce spontanea
  • Frigidità sessuale


 Prolattina alta e gravidanza

La prolattina è un ormone necessario in gravidanza, dove i suoi livelli possono raggiungere e superare i 300 ng/ml. Nel caso in cui siano state fatte, al fine di ottenere una gravidanza,  terapie antiprolattinemiche, è sufficiente interromperle appena ci si accorge di essere in gravidanza, in questo caso non ci saranno conseguenze nel sul feto ne sull'andamento della gravidanza.  Solo nel caso di adenomi prolattino secernenti, con produzioni abnormi di prolattina, si potrà continuare, sotto controllo medico, la terapia antiprolattinemica, anche in gravidanza.

Prolattina e pillola anticoncezionale

La pillola estroprogestinica, (come pure il cerotto e l'anello anticoncezionali) tende a far aumentare i livelli di prolattina. Questo spiega  perché a volte la cefalea aumenta o compare con la pillola anticoncezionale.



Cenni di Terapia della  Iperprolattinemia

A fronte di un rilievo di Iperprolattinemia  è sempre utile curare l'iperprolattinemia, assoluta o relativa. in quanto sono più i vantaggi che si ottengono che gli svantaggi.

La possibilità di prescrivere, a carico del SSN, (senza la schiavitù della famosa nota 70) un farmaco prezioso come  il CABERGOLINA (Dostinex) ha reso possibile ampliare, la sicurezza e l'efficacia di tale farmaco.

Mentre la dimostrata uguale efficacia della BROMOCRIPTIDINA (Parlodel) anche per via vaginale, ha reso possibile una maggiore accettabilità, da parte della donna di tale altro ottimo farmaco antiprolattinemico.


Tutte queste info sono state prese da questo sito:
http://digilander.libero.it/fertility.it/prl.htm#La%20Prolattina%20cos%C3%A8%20ed%20a%20cosa%20serve

19 novembre 2012

ASSISTED HATCHING PER AIUTARE L'IMPIANTO

di carlotta625


In natura l'impianto embrionale si verifica nel momento in cui l'embrione giunto nell'utero si libera della sua membrana protettiva (sgusciamento) in modo da poter stabilire un intimo contatto con l'endometrio (la mucosa che riveste l'interno dell'utero).
E' stato riscontrato che per gli embrioni ottenuti in vitro, lo sgusciamento è più difficoltoso e a volte non riesce in tempo utile,causando il fallimento dell impianto.
Per aumentare quindi le probabilità di annidamento in pazienti con fallimenti precedenti di PMA ed età , può essere eseguito lo sgusciamento assistito o assisted hatching.
Prima di trasferire l'embrione nell'utero, mediante un fascio laser, assolutamente atraumatico, senza sviluppo di calore, si assottiglia o si fora la membrana esterna dell'embrione, in modo da favorirne poi l'attecchimento. Viene facilitato in questo modo un fenomeno comunque destinato a verificarsi naturalmente, ottenendo un miglioramento delle percentuali di gravidanza.

Trovate l'intera discussione qui:
http://forum.alfemminile.com/forum/f110/__f110719_f110-Assisted-hatching-per-aiutare-l-impianto-arrow.html#14r

18 novembre 2012

IMPORTANZA DEL PH VAGINALE

di soleblu74 


In pratica quello che manca a noi donne della PMA al momento di fare una Fivet o una ICSI è la fase di penetrazione... la natura però la sa lunga perchè prima dell'eiaculazione vera e propria l'uomo rilascia un liquido ("liquido di Cowper") che ha la funzione di neutralizzare l'acidità dell'urina maschile... ma non solo... questo liquido serve anche a rendere meno acido l'ambiente all'interno della nostra vagina in modo da consentire il successivo attecchimento...

Per questo motivo è importante conoscere bene il nostro corpo e sapere che se abbiamo un PH troppo acido al momento del transfert questo potrebbe ostacolare l'attecchimento...

          

Cerchiamo di capire meglio come funziona il PH vaginale:

Il mantenimento di un pH vaginale fisiologico (acido) rappresenta un importante fattore protettivo contro le infezioni batteriche dei genitali interni.

Nell'infanzia e nella vecchiaia, quando i livelli degli estrogeni sono bassi, il pH vaginale si attesta intorno alla neutralità (6-7). 

Nell'adolescenza e nell'età adulta, invece, l'ambiente diventa acido (intorno a 4,5), proteggendo la vagina dalle infezioni e favorendo la crescita dei lattobacilli di Doderlein, batteri simbionti che fermentano il glicogeno cellulare in acido lattico. Grazie a tale acidità, ad un meccanismo competitivo per i nutrienti e alle sostanze antibatteriche prodotte durante il loro metabolismo, i lattobacilli di Doderlein proteggono la donna dalle infezioni vaginali e vulvovaginali, impedendo la proliferazione di una vasta gamma di patogeni.

Il pH vaginale tende a spostarsi verso la neutralità - oltre che nell'infanzia e nella senescenza - anche durante il periodo mestruale e premestruale (prima dell'ovulazione, invece, è molto acido ed inizia ad alzarsi dopo la liberazione dell'ovulo dal follicolo). 

L'acidità vaginale, che abbiamo visto essere di ostacolo allo sviluppo di germi patogeni, è parimenti sfavorevole alla sopravvivenza degli spermatozoi; durante il periodo ovulatorio, invece, l'intervento del muco cervicale (il cui pH è intorno ad 8) contrasta tale acidità facilitando l'eventuale fecondazione. Il seme maschile, da parte sua, ha un pH leggermente alcalino (7.2 - 7.8) e tende a spostare il pH vaginale verso la neutralità (per questo, in presenza di episodi ricorrenti di vaginosi batterica, l'utilizzo del preservativo può essere d'aiuto anche quando il partner è perfettamente sano). Lo stesso discorso può essere fatto per le perdite ematiche durante il periodo mestruale (il sangue ha un pH compreso tra 7.34 e 7.45).


Tra le condizioni patologiche in grado di aumentare il pH vaginale un ruolo di primo piano è ricoperto dalle malattie sessualmente trasmissibili, ad esempio nei casi di tricomoniasi, candidosi e vaginosi batterica. Anche l'ipoestrogenismo (carenza di estrogeni) è correlato ad una diminuzione dell'acidità vaginale, condizione assolutamente fisiologica dopo la menopausa. 


Test del pH vaginale

Un semplice kit consente di rilevare in un istante il pH vaginale sia in ambito clinico che domestico (è sufficiente appoggiare per qualche secondo una cartina tornasole pulita alle pareti interne della vagina). Il ricorso a questo semplice esame può essere utile per stabilire se la presenza di sintomi molesti a livello vaginale (pruriti, bruciori, cattivo odore e perdite vaginali anomale) sia attribuibile o meno ad un'infezione. In ogni caso, il test del pH dev'essere necessariamente associato ad indagini più approfondite, come la coltura delle perdite vaginali, il loro esame microscopico, l'odore e la colorazione di Gram. 

L'utilizzo in ambito domestico deve quindi avere un fine puramente indicativo, perché - isolato dagli altri esami diagnostici - non fornisce alcuna certezza sulla presenza o meno di un infezione, né tanto meno sul tipo di microrganismo implicato; per questo non può in alcun modo giustificare il ricorso all'autoterapia. 



NOTE: dal momento che molti saponi hanno un valore di pH particolarmente elevato, la maggior parte dei ginecologi consiglia di utilizzare prodotti specifici per l'igiene intima od un sapone delicato.

Per non alterare l'acidità dell'ambiente vaginale è importante evitare l'utilizzo delle lavande; la vagina, infatti, è un organo che si pulisce da sè ed un normale lavaggio dei genitali esterni (vulva) con acqua tiepida e sapone delicato è più che sufficiente. Le sostanze disciolte nel liquido utilizzato per le irrigazioni possono infatti sconvolgere la microflora locale ed alzare il pH della vagina, favorendo l'attecchimento dei patogeni ed aumentando il rischio di severe infezioni (le conseguenze possono essere molto gravi, come la temutissima malattia infiammatoria pelvica).


Io personalmente consiglio di utilizzare un paio di gocce di TEA TREE OIL nell'acqua del bidè.
Che tra l'altro ha mille proprietà...
http://www.greenme.it/consumare/detergenza/7040-tea-tree-oil-usi


Per chi vuole approfondire sul PH:

http://www.alessandragraziottin.it/div_audio.php?ID=2706

La discussione intera la trovate qui:
http://forum.alfemminile.com/forum/f110/__f111142_f110-Gruppo-di-studio-il-ph-vaginale.html#11r

8 novembre 2012

SCOPERTO IL COLLANTE TRA EMBRIONE ED UTERO

segnalato sul forum da Rosellina110


Una ricerca Usa evidenzia il meccanismo che consente
l'impianto nel corpo materno e l'avvio concreto della gravidanza
Scoperto il "collante"
tra embrione e utero
di CLAUDIA DI GIORGIO

E' una proteina il "collante" segreto che permette all'embrione di aderire alle pareti dell'utero materno, costruendo così il primo legame tra la madre e il bambino. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell'università di California a San Francisco diretto dalla dottoressa Susan Fisher, dai cui studi potrebbero derivare importantissime conseguenze per la lotta contro l'infertilità. Quasi i tre quarti delle gravidanze che non riescono a superare la ventesima settimana devono infatti il loro fallimento proprio al mancato impianto dell'embrione nell'utero.

Ma oltre a rappresentare una concreta speranza per migliorare i risultati degli interventi di fecondazione assistita (il cui tasso di successi si aggira attualmente intorno al 40 percento), la ricerca di Susan Fisher e colleghi, pubblicata sul numero di oggi della rivista americana Science, getta nuova luce su una delle fasi più critiche ed affascinanti della vita dell'embrione. L'impianto nell'utero si verifica circa sei giorni dopo il concepimento, quando le cellule si sono moltiplicate fino ad arrivare allo stadio di blastocisti, una sfera di 64 cellule composta da uno strato esterno da cui si formeranno la placenta e gli altri tessuti (come l'amnio o il cordone ombelicale) necessari al feto durante la vita nell'utero, ed una massa di cellule interne, da cui si svilupperanno praticamente tutti gli altri tipi di cellule del corpo umano. Una sfera piccolissima, che vaga all'interno dell'utero, rotolando tra le sue pareti "come una palla da tennis su una superficie ricoperta di sciroppo," spiega Susan Fisher.

Ed è proprio durante questa fase di fluttuazione che tra l'embrione e l'utero materno inizia una sorta di "conversazione". Lo strato esterno della blastocisti emette una proteina chiamata L-selectina. L'utero, a sua volta, comincia a produrre quantità più elevate di carboidrati, che interagiscono con la proteina creando una condizione di vischiosità. L'embrione comincia quindi a staccarsi e riattaccarsi continuamente all'utero, rallentando via via la sua "corsa", fino al momento in cui si ferma del tutto, aderisce alla parete uterina e dà il via al processo di annidamento, che si completa quando inizia a ricevere l'alimentazione dal sangue materno attraverso la placenta.

Si tratta di un passaggio cruciale dello sviluppo dell'embrione. Molti biologi sostengono addirittura che è possibile parlare di embrione in senso stretto solo dopo che è avvenuto l'impianto, quando è esclusa anche la possibilità che la blastocisti si suddivida, dando origine a dei gemelli. E si tratta di un passaggio finora poco conosciuto, tant'è vero che la causa di gran parte dei disturbi dell'impianto embrionale fino ad ora è rimasta ignota.

Secondo il gruppo della Fisher, tuttavia, il meccanismo usato dall'embrione non è unico nell'organismo umano. Lo stesso tipo di "conversazione molecolare" viene utilizzato dal sistema immunitario, dove la L-selectina, assieme ad altre proteine, serve a far aderire i linfociti alle zone colpite da un'infiammazione.

TROVATE L'INTERA DISCUSSIONE QUI:
http://forum.alfemminile.com/forum/f110/__f104238_f110-Scoperto-il-collante-tra-embrione-e-utero.html#29r

7 novembre 2012

TIROIDE: PROBABILITA' DI ATTECCHIMENTO E RISCHI ABORTIVI

di Oliviabelladellazia

Eccomi di nuovo a cercare di raccogliere informazioni frammentarie di vari posts. 

Le informazioni che vi riporto sono frutto di almeno 6 anni di raccolte di informazioni di vari medici (endocrinologi, immunologi, ginecologi esperti di endocrinogia ed esperti di sterilità e abortività) e questo non vuole sostituirsi a nessun medico e nessuno specialista. 
Tuttavia cerchiamo di fare un punto della situazione:

1) Per ottenere una gravidanza l'ideale è che la tiroide sia normofunzionante e non ci siano malattie autoimmuni trascurate o di cui non si è a conoscenza (idealmente una tiroide normofunzionante va da 0,5 a 4,5 -dipende dai valori dei laboratori- ma in gravidanza è consigliato un tsh fino a 2,5)

2) Un tsh sopra a 2,5 non è necessariamente indice di rischio di aborto. Quello che fa scattare il campanello di allarme sopra il 2,5 è se si hanno anche ANTICORPI POSITIVI o MALATTIE AUTOIMMUNI (tipo morbo di basedow o tiroidite di hashimoto). In questi casi infatti bisogna prendere una terapia di protezione e preparazione alla gravidanza e man mano gestirla durante il corso della gravidanza

3) Non è detto che si debba prendere l'eutirox in ogni caso se si ha un tsh sopra i 2,5 perché dipende sempre dalla presenza o meno di autoanticorpi che possono far aumentare i rischi. (chiedere sempre all'endocrinologo)

4) Attecchimento: i rischi di mancato attecchimento potrebbero esserci in caso di ipertiroidismo e quindi di valori di tsh significativamente bassi es: 0,03 (giusto per citare un esempio).

Ora è bene capire che anche in questi casi ci sono varie correnti di studi e io me le sono beccate tutte (da chi dice che la tiroide non è così incisiva, a chi dice che il tsh può stare anche a 4 e così via).

Posso dire, sulla mia pelle che è meglio avere un ENDOCRINOLOGO ESPERTO NEL CAMPO DELLA STERILITà E POLIABORTIVITà. Ogni centro di sterilità e poliabortività ne ha uno. Questi endocrinologi, a differenza dei normali endocrinologi sono specializzati nelle problematiche di gravidanza e quindi vedono casi di persone con difficoltà a restare incinta e a subire aborti ogni giorno e fanno indagini molto specifiche-dal pannello anticorpi all'ecocolordoppler tiroideo che non tutti gli endocrinologi fanno fare ma si limitano solo a prescrivere ecografia tiroidea)

A roma c'è il dott. Dal Lago (bravissimo a mio parere) che lavora presso la ASL Roma 100 in zona Eur - 
c'è la dott.ssa Vaquero del Fatebene Fratelli
c'è la Prof.ssa De Carolis c/o il San Giovanni che è una luminare di immunologia e che fa trattati sulla tiroide in gravidanza.
Tutti questi specialisti sono circondati da staff ginecologico (come nel caso del Dott. Dal Lago che essendo solo endocrinologi che ha una equipe di ginecologhe esperte in poliabortività e sterilità) oppure sono loro stesse Ginecologhe ed endocrinologhe (come la Vaquero o la De Carolis). Per gli specialisti in altre parti di Italia si può fare ricerca su CUB che è fantastico in tal senso o ricerca su google, o se qualcuno sa che scriva 

Per quanto riguarda i ns ginecologi di fiducia è meglio non affidarsi a loro per malattie tiroidee perché non è il loro campo!! a meno che avete tutti i valori perfetti e non si hanno anticorpi o patologie particolari!!

Altra cosa importante: per chi ha malattie autoimmuni (come me che le ho entrambe) bisogna stare attentissimi perché, appena avviene l'attecchimento il tsh può iniziare a schizzare. Ad esempio a soli 4 gg dal transfer di blastocisti il mio tsh è passato da 0,8 (dosato il giorno prima del transfer) a 2. Ho preso subito eutirox che me l'ha abbassato e nel giro di neanche 20 gg è scesa in ipertiroidismo....e ora sto prendendo il farmaco per la tiroide (si prende il Propycil in gravidanza perché il Tapazole è velenoso per il feto) e quindi ogni settimana faccio il dosaggio per aggiustare continuamente la situazione. UNO STRESS ASSURDO ma indispensabile!!

Ogni gravidanza è a sé e imprevedibile anche per la stessa persona quindi meglio non fare dosaggi a troppa distanza di giorni.

In questo post chiedo la collaborazione di tutte quelle che hanno da dare la loro esperienza (tipo Ifginea che anche lei ha esperienze sulla sua pelle  )
Chiunque voglia integrare o segnalare qlcs faccia pure.

un abbraccio a tutteeeee

LA DISCUSSIONE PER INTERO LA TROVATE QUI:
http://forum.alfemminile.com/forum/f110/__f97687_f110-Tiroide-probabilita-di-attecchimento-e-rischi-abortivi.html

3 novembre 2012

CORTISONE: PROVIAMO A CAPIRE A COSA SERVE

di Oliviabelladellazia


Come già sappiamo i pareri sul cortisone (principio attivo PREDNISONE che si trova in farmacia sotto il nome di Deltacortene e in Spagna col nome Dacortin) sono discordanti ma proviamo ad approfondire e chiarire alcuni punti:

1) In caso di autoimmunità tiroidee (tiroidite di Hashimoto, Morbo di Basedow o semplicemente ANTI TPO elevati) non ci sono riscontri che il prednisone limiti i rischi abortivi o migliori le % di attecchimento. Infatti, quando si prende il cortisone GLI ANTICORPI TIROIDEI NON SI ABBASSANO! Nell'incertezza, nei primi 3 mesi di gravidanza se si prende e si trova il ginecologo che abbraccia questa teoria, è meglio prenderlo!

2) Una volta fatto il pannello anticorpi/autoimmunità ed aver accertato eventuali positività,CI SONO PROVE CERTE che il cortisone è UTILE e talvolta INDISPENSABILE per portare avanti la gravidanza o per aiutare l'attecchimento. Il dosaggio va deciso col medico/ginecologo in base alla gravità del valore degli anticorpi. Mi spiego meglio: a volte si può essere leggermente positivi a un solo anticorpo e il cortisone si rivela utile (inutile secondo alcuni ginecologi o secondo i CENTRI PMA) mentre a volte si ha una combinazione di positività a due o più anticorpi e il cortisone può rivelarsi anche indispensabile. Un conto è andare a parare su una positività e un conto è andare a combattere con 2 o 3 anticorpi che possono combattere e uccidere il ns. embrione/feto. Perché rischiare?? 

3) Il cortisone si rivela INDISPENSABILE nel caso di positività al NATURAL KILLER (è un anticorpo maledetto che non riconosce l'embrione e lo uccide SEMPRE) che fa parte delle analisi chiamate SOTTOPOPOLAZIONI LINFOCITARIE. Questo esame deve farlo chi ha ripetuti aborti. Se andate a fare una ricerca su internet troverete la storia di una donna in inghilterra che abortì ben 9 volte prima di scoprire di avere un NK in circolo. l'NK non è nocivo nel ns. corpo ma è nocivo in caso di impianto e di gravidanza.

4) il cortisone si rivela altresì indispensabile quando ci sono diverse positività non lievi e in questi casi vanno valutati attentamente i dosaggi. Spesso i centri danno un blando 5 mg o un 12,5 mg (1/2 pasticca di deltacortene) ma non è sufficiente. Cosa fare in questi casi? affidarsi a un ginecologo che sappia valutare la gravità degli anticorpi e che ci dia un'adeguata terapia di protezione (SEMPRE MEGLIO RIVOLGERSI AI CENTRI INFERTILITà E POLIABORTIVITà oppure da un ginecologo che non abbia le "braccine corte" nella prescrizione di protezioni).

5) Il cortisone può favorire l'attecchimento ma per questa teoria ci sono pareri discordanti. Io credo che sia così e ci sono tante testimonianze di ripetuti negativi diventati positivi con il cortisone. Quando invece, nonostante l'uso del cortisone, si ripetono i negativi, le cause vanno ricercate altrove (qualità ovocitaria o spermatica, diagnosi pre-impianto per verificare la qualità degli embrioni da un punto di vista cromosomico, morfologia dell'utero tramite eco 3d per vedere se una malformazione uterina può sfavorire l'attecchimento, isteroscopia con biopsia per verificare se ci sono miomi sottocutanei che non consentono l'attecchimento). Verificate tutte queste cose ed escluso TUTTO si può affermare che il cortisone NON FAVORISCE L'ATTECCHIMENTO.

6) Quanto tempo va usato? 
In caso di NK i siti medici dicono che va fatta una cura di alcuni mesi PRIMA DELLA ICSI per distruggere l'anticorpo e va preso il dosaggio da 25 mg per TUTTA LA GRAVIDANZA.
In caso di assenza di anticorpi o di uno anticorpo di lieve entità può essere sufficiente un dosaggio inferiore per i primi 3 mesi di gravidanza che sono quelli a più rischio abortivo. Il cortisone viene assorbito dal feto perciò i ginecologi scrupolosi che lo consigliano, consigliano altresì di interromperlo facendo adeguato scalaggio, al termine del 3 mese di gravidanza.
Come per tutte le cure farmacologiche, va valutato attentamente il rapporto rischio/beneficio.

Per quanto mi riguarda, dopo tanti aborti, mi sono premurata di fare una terapia di MASSIMO LIVELLO in accordo col mio ginecologo (ESTERNO E NON FACENTE PARTE DEL CENTRO PMA) ed è andata bene.
FACCIO PRESENTE CHE SECONDO IL CENTRO PMA E SECONDO L'80/90% DEI CENTRI PMA IN ITALIA E ALL'ESTERO, CORTISONE, CARDIOASP ED EPARINA SONO CURE EMPIRICHE E VENGONO PRESCRITTI RARAMENTE E NELLA SCORSA GRAVIDANZA ANDATA MALE PER MANCANZA DI EPARINA MI ERA STATO PRESCRITTO SOLTANTO IL DELTACORTENE DA 5 MG E LA CARDIOASPIRINA!!!

Io sono portatrice di:
- 3 mutazioni di trombofilia (MTHFR ETEROZIGOSI/PAI E ACE) e da 20 gg prima della ICSI ho preso cardioaspirina per fluidificare il sangue e dal transfer ho aggiunto anche EPARINA (CLEXANE 4000). Al 3 mese ho tolto cardioaspirina perché arriva al feto e in assenza di gravi condizioni è meglio toglierla e procedere solo con eparina che è il farmaco più efficiente e sicuro perché non arriva al feto.
- ho una lieve linfopenia (anticorpi + bassi anziché più alti )che non avrebbero richiesto cortisone, ma che io ho preso in dosaggio 25 mg da 20 gg prima della ICSI fino al 3 mese di gravidanza.
- ho una positività anticorpale che si chiama Morbo di Basedow (ipertiroidismo) e mi sono curata con farmaci per la tiroide. In gravidanza il TSH può salire parecchio o scendere..e non segue uno stesso percorso per tutte le gravidanze. Nella precedente gravidanza era salito tanto e ho dovuto prendere eutirox per abbassarlo e in questa gravidanza è sceso tanto e ho dovuto prendere il propycil per alzarlo.

L'INTERA DISCUSSIONE CON I COMMENTI LA TROVATE QUI:
http://forum.alfemminile.com/forum/f110/__f109985_p3_f110-Cortisone-proviamo-a-capire-a-cosa-serve.html

31 ottobre 2012

BIOPSIA ENDOMETRIO - METODO PIPELLE

inserito su ALF da Atilda1

PROVOCARE UNA LESIONE ALL'ENDOMETRIO RADDOPPIA LE PERCENTUALI DI GRAVIDANZE NEI PAZIENTI CHE SI SOTTOPONGONO A FECONDAZIONE ASSISTITA.

L'impianto è un processo a vari livelli che presuppone il posizionamento e l'adesione della blastocisti all'endometrio.Questi eventi si verificano in un endometrio ricettivo, stimolato da estrogeni e progesterone.
A tutt'oggi, l'impianto è il maggior scoglio da superare nel processo della procreazione medicalmente assistita.E per questo che vengono condotti numerosi e approfonditi studi atti a definire i markers biologici predittivi della possibilità di impianto.E in tale contesto che si colloca il nostro studio sulla proteina Cx43 quale possibile parametro di una maggiore o minore possibilità di impianto.Allo scopo di valutare il ruolo di questa proteina nell'impianto, sono state effettuate varie biopsie dell'endometrio su 12 pazienticon alle spalle numerosi tentativi falliti di pma, nel corso dei loro cicli mestruali non stimolati, precedenti a quello della fecondazione in vitro.Il sorprendente risultato è stato che 11 di queste 12 pazienti, sono rimaste gravide in occasione del successivo tentativo.
Con il presente studio, abbiamo effettuato un approfondimento di questo fenomeno, tentando di capire se provocareuna lesione all'endometrio possa aumentare la sua ricettività nei confronti della blastocisti che deve impiantarsi.


MATERIALI E METODI DI RICERCA
Lo studio è stato condotto su 134 pazienti, con buona risposta ovarica alle stimolazioni ormonali, che avevano fallito uno o più cicli di fecondazione in vitro con trasferimento dell'embrione.Queste pazienti sono state divise in due gruppi.Il gruppo sperimentale, 45 donne, sottoposte a biopsia dellendometrio in ottava, dodicesima, ventunesima e ventiseiesima giornata del ciclo mestruale precedente a quello della fecondazione in vitro.Il gruppo di controllo, 89 pazienti, non sottoposte a biopsia dellendometrio.Per le biopsie è stato usato un catetere da biopsie (Pipelle de Cornier).Le pazienti dei due gruppi sono state sottoposte, dal secondo al diciassettesimo giorno del ciclo, a soppressione dellattività ovarica tramite analogo del GnRH(suprefact et similia) o acetato di triptorelina (decapeptyl et similia), indi a stimolazione della crescita follicolare con 150-225 UI di hMG ed infine,con almeno due follicoli di grandezza uguale o superiore a 18 mm, a 10.000 UI di hCG per indurre la maturazione finale degli ovociti.Gli ovociti sono stati prelevati 32-36 ore dopo la somministrazione di hMG con pick up ecoguidato e si è dato inizio alla fertilizzazione, ICSI in presenza di fattori maschili, FIVET negli altri casi.Gli ovociti dotati di due pronuclei (2PN) 16-20 ore dopo la fertilizzazione, sono stati incubati per permetterne lulteriore sviluppo in 0,2 ml di mezzo di coltura.Da 2 a 3 embrioni di 6-8 cellule sono stati trasferiti in utero in terza giornata.Gli altri sono stati successivamente incubati nella coltura specifica per blastocisti, in attesa di verificare il loro sviluppo in quinta e sesta giornata.78 pazienti hanno ricevuto il transfer degli embrioni di 6-8 cellule in terza giornata.37 di queste pazienti hanno ricevuto un ulteriore transfer di una blastocisti in quinta o sesta giornata (doppio transfer).19 pazienti hanno ricevuto solo un transfer di 2 blastocisti.Il numero degli embrioni trasferiti e le modalità del transfer ( terza giornata, quinta-sesta o entrambe), sono state decise in base alla loro disponibilità, età della paziente e sua storia clinica.Si è intesa come gravidanza clinica, la presenza di un sacco gestazionale intrauterino con polo embrionario diagnosticata mediante ecografia con sonda vaginale.
ANALISI STATISTICA
L'associazione tra i risultati della fecondazione in vitro e la biopsia dell'endometrio è stata valutata comparando i tassi di impianto, gravidanza clinica e nati vivi tra il gruppo di donne trattate con biopsia e il gruppo di controllo, usando il test di Fisher.Il tasso di impianto è stato calcolato in base al rapporto di sacchi embrionali diagnosticati con l'ecografia e il numero di embrioni trasferiti.Il tasso di gravidanza clinica è stato indicato in base al rapporto tra il numero di pazienti nelle quali è stata diagnosticata una gravidanza clinicae il numero totale delle pazienti che hanno ricevuto il transfer degli embrioni.Il tasso di nati vivi è stato calcolato in base al rapporto tra la quantità di nascite e il numero totale delle pazienti che hanno ricevuto il transfer degli embrioni.Tutte le pazienti di entrambi i gruppi sono state sottoposte al transfer, quindi il tasso di gravidanza e di nascita per transfer di embrioni e per trattamento di fecondazione in vitro, sono identici.

EFFETTI DELLA BIOPSIA DELL'ENDOMETRIO SUI RISULTATI DELLA FECONDAZIONE IN VITRO

Il tasso di impianto nelle pazienti trattate con biopsia è stato del 27%, significativamente più alto di quello del gruppo di controllo, 14,2%.Il tasso di gravidanza clinica nel gruppo sottoposto a biopsia è stato del 66.7% contro il 30.3% del gruppo di controllo.L'incidenza delle gravidanze cliniche nei due gruppi non è stato associato con le modalità dei transfer.22 delle 30 gravidanze del gruppo oggetto dell'esperimento, si sono concluse con la nascita di 27 bambini sani.Quindi, il gruppo delle pazienti trattate con biopsia hanno avuto un tasso di nati vivi del 48.9% contro quello del gruppo di controllo che è risultato nel 23.6%.Sei gravidanze del gruppo sperimentale sono terminate in aborti spontanei, una si è rivelata ectopica e un'altra è stata interrotta in seguito a diagnosi di anomalie fetali.Un tasso simile di aborti è stato registrato nel gruppo di controllo (6 su 27 gravidanze).Nonostante il raddoppiato tasso di impianto nel gruppo sperimentale rispetto a quello di controllo, il tasso di gravidanze multiple nel primo si è rivelato un po più basso che nel secondo, 30% contro 37%.Nel gruppo sperimentale ci sono state 9 gravidanze multiple, di cui 7 bigemine e 2 trigemine; in quello di controllo si sono avute 10 gravidanze multiple di cui 6 bigemine e 4 trigemine.

DISCUSSIONE

Il nostro studio indica che la biopsia dell'endometrio praticata su pazienti sottoposte a cicli di fecondazione in vitro, aumenta concretamente le loro possibilitàdi concepimento in occasione del successivo trattamento di pma.Come si evince dai dati di cui sopra, i tassi di gravidanza clinica e di nati vivi nel gruppo di pazienti sottoposte allesperimento sono considerevolmentepiù alti rispetto a quelli delle pazienti del gruppo di controllo, considerando anche il fatto che le pazienti dei due gruppi avevano storie cliniche simili tra loroe che il trattamento è stato lo stesso per i due gruppi, ad eccezione delle biopsie.Precedenti studi sono stati fatti in questa direzione su animali da laboratorio.Il primo, risalente al 1907, consistette nel provocare una lesione all'utero dei maialini d'India, al fine di provocare una rapida crescita delle cellule del loro endometrio,identiche a quelle che si sviluppano in gravidanza.Studi successivi, sempre su animali da laboratorio, consistenti nell'iniezione di sostanze oleose nell'endometrio, hanno negli anni confermato il dato che provocare un traumaall'endometrio stesso ne causa la decidualizzazione, cioè l'adattamento ad uno stato di gravidanza.I risultati del presente studio, indicano che, così come era accaduto con gli studi precedenti, il meccanismo attraverso il quale la biopsia raggiunge l'effetto sperato,potrebbe consistere nella decidualizzazione indotta dalla lesione all'endometrio.Un altro possibile meccanismo per cui la biopsia all'endometrio aumenta le percentuali di gravidanza, potrebbe essere ricondotto a qualcosa di analogo al rimarginarsi delle ferite.Tale processo è caratterizzato da una massiccia secrezione di citokine vari fattori della crescita, presenti anche nel processo di impianto dell'embrione.Tra questi fattori, importante uno del gruppo EGF, il primo marker dell'impianto ad essere conosciuto e usato anche per stimolare la crescita degli embrioni in vitro.
CONCLUSIONI
Il presente studio dimostra per la prima volta che provocare una lesione all'endometrio, in pazienti sottoposte a fecondazione in vitro, aumenta le chance di ottenere una gravidanza, senza tuttavia aumentare il rischio di gravidanze multiple.Tale metodo si è rivelato inoltre, nelle nostre mani, scevro da qualsiasi effetto collaterale negativo.Concludiamo quindi che tale semplice procedura, basata sulle biopsie dell'endometrio, potrebbe rivelarsi un valido protocollo da applicarsi ai casi di pazienti con numerosi mancati impianti alle spalle.


POTETE TROVARE LA DISCUSSIONE E I COMMENTI QUI:http://forum.alfemminile.com/forum/f110/__f109724_f110-Biopsia-dell-endometrio-con-il-metodo-pipelle-contributo-della-dottoressa-nava-dekel-del-weizmann.html#972537

BETA BASSE e BATTITI RITARDATI

di Oliviabelladellazia



Proviamo a riflettere tutte un po' insieme: è vero che l'incoraggiamento è fondamentale, il tieni duro e fatti forte ancor di più ma le illusioni per favore no.
Una beta a 20/30 al 12/14 pt è comunque indice di qualcosa che è partito male, è partito lento o è già una biochimica in corso.

Si è vero che ogni tanto si affaccia una miracolata dalla beta bassa che dice "io avevo 30 e ho una figlia di..." ma quante sono queste? ormai qui potremmo fare una statistica che il 98% di queste beta esitano in biochimica.
Per cui è bene che la speranza sia l'ultima a morire ma è meglio essere pre-allertati che qualcosa non sta procedendo per il verso giusto.

Forse è uno dei motivi per cui non faccio mai gli auguri per un test positivo. So che per alcune di voi avere un + sul test equivale a "ce l'ho fatta finalmente" ma in realtà è sempre bene tenere i piedi in terra per non entrare in vortice doloroso di delusione dal quale poi è drammatico riuscire a rialzarsi.

Il mio ginecologo mi ha sempre detto: dopo il valore 80 mila possiamo iniziare a tirare il primo sospiro di sollievo per un traguardo ottenuto (immaginatevi perché ho lanciato le piume al 4 mese). E quando sento quei medici che dicono l'importante è che crescano forse sarebbe più onesto (anche se a qualcuna scoccia che il medico sia stato indelicato e crudo) che dicano la frase per intero "è importante che crescano ma finché non vedremo il battito una beta così non dà tanta fiducia" così almeno una che come me ha collezionato aborti non sta lì a prendersi da sola per i fondelli!!!

E che dire poi del battito? Il battito nelle gravidanze naturali non è come nelle icsi/fivet. Alla 6 settimana (chi a 6+0 e chi a 6+6) COMPARE!! Però a 7 settimane DEVE esserci perché c'è una data precisa di impianto e non si può dire "sono rimasta incinta più o meno il giorno x".
Quando il mio battito si spense (era bradicardico) c'era il dubbio che, essendo stato fatto con una eco esterna invece che interna, non fosse il suo battito ma il mio ad essere stato "captato" dall'ecografo (MISTERO) e quindi, la volta seguente in 6 settimana il mio battito non c'era e mi dissero "proviamo a ridatare con il pick-up e magari abbiamo la speranza che ha tardato l'attecchimento".
Mi sono aggrappata con tutta me stessa a quel ritardo ma poi pensando che la blasto mi aveva attecchito praticamente dopo poche ore...se ci fosse stato sto cavolo di battito si sarebbe dovuto vedere per forza in 6.
Morale della favola: a 7+1 raschiamento per aborto interno.

Detto questo per il resto tutte dobbiamo continuare a sperare e desiderare e lottare ma magari, se ci troveremo davanti a situazioni così eclatanti, almeno sapremo come reagire e come aiutare. E questo non vuol dire non dare conforto, amore e coraggio ma neanche dare illusioni.


IL POST NON L'HO COPIATO PER INTERO, PER CHI VOLESSE LEGGERLO TUTTO E LEGGERE I COMMENTI QUESTO E' IL LINK:
http://forum.alfemminile.com/forum/f110/__f103711_f110-Basta-con-le-illusioni-delle-beta-basse-e-dei-battiti-ritardati.html#109r

CANDIDA

scritto da Soleblu73


LA CANDIDA, come altre infezioni, va affrontata in modo serio e una volta per tutte, altrimenti ci farà compagnia a vita col rischio di interferire anche con la PMA (altera infatti il ph in vagina rendendo difficoltoso anche l'attecchimento).

Purtroppo l'errore più comune è attaccarla con gli antibiotici, che se da una parte può risolvere la cosa momentaneamente, dall'altra non farà che spingerla ad attaccarci in modo più feroce.

La cosa più importante da capire è che la candida ci attacca quando siamo in un periodo di particolare stress emotivo, di stanchezza mentale, quando insomma le nostre difese sono basse. Parte tutto dalla nostra testa per trasferirsi poi nell'intestino. 

La Candida Albicans è abitualmente presente nelle mucose del nostro corpo senza essere nociva, ma che può diventare un problema e diventare virale in caso di alterazione della flora batterica intestinale (notoriamente benefica), specie dopo un uso prolungato di antibiotici, o per eccesso di stress, o cali di efficienza del sistema immunitario. 

Ricordatevi che l'intestino è il nostro secondo cervello! Per cui la candida dovremo attaccarla su più fronti.

- ritrovare una serenità interiore (imparando a rilassarsi e a sfogare lo stress)

- mangiare meglio

- curarla nel modo giusto

Nella sezione Salute - Ginecologia (del forum alfemminile.com), troverete un post dedicato alla candida scritto da quella che è stata la mia guru in materia e mi ha aiutato a sconfiggerla definitivamente - si chiama GIUGI9000 e se vorrete contattarla in privato scorprirete che è fantastica!

Questo è il post... ma per trovare le parti interessanti bisogna scorrerlo con un po' di pazienza:

http://forum.alfemminile.com/forum/f211/__f15860_p13_f211-Per-coloro-che-hanno-la-candida-vache.html

Purtroppo chi l'ha curata per anni con gli antibiotici l'ha resa resistentissima e ci vorrà tempo e un approccio più completo, possibilmente omeopatico e olistico...

MA CERCHIAMO DI DARE DELLE REGOLE DI BASE:

- niente vita sedentaria! Stare tante ore sedute sulla vostra patatina non va bene!!!

- lavaggi (esterni o interni) con TEA TREE OIL che è un olio essenziale che si estrae dalla Melaleuca e ha incredibili proprietà (tra cui quella di antimicotico). Vi diranno in erboristeria quanto diluirlo...

http://www.erboristeriarcobaleno.com/tea_tree_oil.html

- è possibile fare degli sciacqui anche con il bicarbonato, ma solo per brevi periodi perchè tende ad alcalinizzare troppo l'ambiente vaginale... In genere abbiamo un ph acido per cui è indicato, ma è troppo personale per essere una soluzione per tutte...

- cambiate la biancheria intima spesso e ricordate di sciacquarvi ogni volta (se possibile) che andate in bagno... sempre senza detergenti, piuttosto solo con acqua tiepida. Cercando di spiegarlo in modo fine... diciamo che abbiamo due "sbocchi" molto vicini e uno dei due è una fonte di batteri inevitabile dato che serve per espellere ciò che non serve al nostro organismo...

- la biancheria intima: rigorosamente cotone, meglio ancora se bianco, niente tanga o perizomi... ed è sempre bene stirare la biancheria dopo averla lavata in modo da ammazzare possibili batteri sopravvissuti...

- in estate approfittate delle belle giornate per indossare delle belle gonnelline! Arieggiare la zona vip è molto importante!  
Quindi mai vestiti stretti, jeans, calzoni aderenti...!!!

- se avete l'abitudine di usare i salvaslip... lasciate perdere! Trattengono l'umidità e i batteri proliferano. Piuttosto usate delle garze di cotone sterili... da cambiare spesso ovviamente.

- in erboristeria oltre al TEA TREE OIL troverete anche in gocce l'estratto di semi di pompelmo!
Il Pompelmo ha delle importanti proprietà come antibiotico naturale, oltre che come antimicotico e antivirale... di grande efficacia e praticamente privo di effetti negativi!

http://www.lerboristeria.com/articoli/2010_11_pompelmo.php

- fondamentale è l'assunzione di fermenti lattici!!!
Non prendete un tipo a caso nel bancone del supermercato. Andate in erboristeria e chiedete quelli specifici per la candida... oppure con un numero (in miliardi) molto alto!

- non basta lo yogurt perchè nei barattolini che portate a casa i fermenti lattici sono già tutti decrepiti. Lo yogurt non dovrebbe essere esposto a temperature sopra i 4 gradi... ma nei vari passaggi da quando viene imbarattolato a casa... muore tutto...

ALIMENTAZIONE:

- niente formaggi tipo gorgonzola! Le muffe sono alleate della candida.

- niente funghi

- niente zuccheri (in qualsiasi forma). La candida si nutre di zucchero! Lo so che è un grosso sacrificio... se leggete gli ingredienti di quello che comprate scoprirete che lo zucchero lo piazzano ovunque! Anche nei sughi! 
PS: per la mattina la marmellata senza zucchero è squisita!

- niente lievito! Qui è ancora più dura... niente pane, crackers, grissini... leggete gli ingredienti! E' importante! 
Nei negozi bio potete trovare dei grissini o delle gallette senza lievito... ma altrimenti dovete rinunciare! Pizza compresa!

- la pasta... va bene solo quella integrale! Che io tra l'altro trovo buonissima e ormai compro solo quella! 

- è importante arricchire la propria dieta con verdure crude, che hanno più vitamine, o al limite cotte a vapore.

- e altrettanta frutta fresca! Da mangiare ad almeno un ora dagli altri pasti

- mangiate tanti cereali (farro, orzo, miglio, kamut, mais), ma ricordate che le fibre (che fanno benissimo al nostro corpo) hanno bisogno di tanta acqua, per cui ricordatevi di bere almeno un litro e mezza di acqua al giorno!!!

- ovviamente niente fritti! Niente cordonbleu cotti al forno perchè l'impanatura contiene lievito... Niente schifezze in genere... mayonese, salse, cioccolato...

- io personalmente ho eliminato anche il latte e suoi derivati, perchè il nostro fisico non è fatto per digerire il latte di animali, quindi formaggi, yogurt, burro ecc... però è una scelta personale... io mi sento molto meglio, ma mi rendo conto che è un grosso sacrificio...

- potete mangiare pesce, carni bianche, attenzione al prosciutto cotto che può contenere lievito, benissimo dei bei minestroni surgelati... 

Cmq per i consigli sull'alimentazione magari apriremo un post dedicato.

Per la candida se volete davvero sconfiggerla in modo definitivo dovete essere determinate! Seguire i consigli di igiene e dieta in modo ferreo per tre settimane, anche se noterete molto prima i risultati...

So che è difficilissima, soprattutto la dieta, ma più sarete rigide nel seguirla e più sarà efficace!
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PS: IMPORTANTE!!!!!!!!! La candida non è una vostra proprietà... se avete rapporti senza preservativo, la passate anche a lui! Ovviamente lui non avrà i vostri sintomi, ma se la terrà buona buona pronta per ripassarvela appena inizierete a guarire... Dovrebbe fare un tampone anche lui ed eventualmente fare una cura e seguire la dieta finchè non scompare da casa vostra...  
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Un ultima cosa che consiglio comunque anche a chi dopo questi accorgimenti non riesce a sconfiggerla, è quella di rivolgervi ad un buon omeopata!

Nel post che vi ho indicato sopra troverete alcuni commenti di FIORELLA9111 (tipo: 14.4.2012 ore 13.01) che spiega molto bene come sia importante farsi seguire nel modo giusto... per esempio con un semplice tampone si può verificare che in vagina siano presenti i lattobacilli di Doderlin (che sono i maggiori antagonisti della candida) e, se non ci fossero bisogna ripristinarli con un ciclo adeguato di fermenti da introdurre in vagina.

Se volete seguire il post e i suoi commenti lo potete trovare qui:
http://forum.alfemminile.com/forum/f110/__f105084_f110-Istruzioni-come-sconfiggere-la-candida.html#64r