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16 dicembre 2012

Ovaio policistico e disturbi della tiroide

di Alyssa552

Secondo recenti studi, le donne affette dalla sindrome dell'ovaio policistico presentano, nella maggior parte dei casi, anche problemi della tiroide. Per esempio è stato mostrato che molte donne con PCOS soffrono di ipotiroidismo.

La ghiandola della tiroide è situata alla base del collo di fronte alla trachea. Questa ghiandola produce e rilascia due importanti ormoni: la Tiroxina (T4) e la Triiodotironina (T3), che controllano il metabolismo.

L'ipotiroidismo è una disfunzione provocata dalla diminuzione della produzione degli ormoni Tiroxina (T4) e Triiodotironina (T3), che porta a modificazioni sostanziali del metabolismo, tra cui variazioni dell'appetito, calo della libido, torpore mentale e sonnolenza.

L'ipotiroidismo può portare all'abbassamento del livello delle globuline leganti gli ormoni sessuali (SHBG), che a sua volta porta a concentrazioni elevate di testosterone, uno dei fattori che contribuiscono all'insorgenza di alcuni sintomi della PCOS, quali infertilità, ovaie policistiche, irsutismo e acne.

Inoltre, le donne con PCOS possono essere predisposte a una dominanza estrogenica e livelli eccessivamente alti di estrogeni possono ridurre lefficacia degli ormoni tiroidei.

Secondo alcuni studi, circa un terzo delle pazienti che soffrono di PCOS ha un tireopatia autoimmune che può associarsi ad ipotiroidismo o a rischio di ipotiroidismo futuro. Un ipotiroidismo, infatti, se non trattato, aggrava gli altri aspetti della sindrome e in particolare quello metabolico e quello potenziale cardiovascolare. E importante anche tener presente il contrario, cioè che una paziente ipotiroidea potrebbe avere anche la PCOS. Spesso inoltre vi sono potenziali alterazioni del metabolismo calcico con ipovitaminosi D3.

Sintomi di problemi alla tiroide:

Fatica
Difficoltà di concentrazione
Aumento di peso
Vampate di calore e/o intolleranza al freddo
Frequenti emicranie
Pelle e capelli secchi o squamosi
Costipazione
Irritabilità, ansia e attacchi di panico
Perdita dei capelli
Ritenzione idrica
Calo del desiderio sessuale
Aumento del testosterone

Se si è affette da sindrome dell'ovaio policistico è consigliabile verificare il corretto funzionamento della tiroide mediante la misurazione di TSH. Questo è un ormone prodotto dal lobo anteriore dell'ipofisi, che controlla l'attività secretiva degli ormoni della tiroide, aumentandone la produzione.

In caso di lieve ipotiroidismo potrebbe essere più difficile la diagnosi che richiede test di laboratorio più complessi rispetto al solo TSH test, come il controllo della temperatura corporea per un certo periodo di tempo e un'attenta valutazione dei sintomi e della storia clinica della paziente.

Ma come mai è così comune vedere PCOS e malattie della tiroide insieme?
Non c'è una risposta definitiva, anche se i collegamenti evidenziati sono molti. Sia la tiroide, sia le ovaie fanno parte dell'apparato endocrino. Inoltre, l'insulino-resistenza, che è molto comune nelle donne affette da PCOS, è associata alla funzione tiroidea; infatti l'aumento della produzione di TSH è correlato ad un aumento della resistenza all'insulina.

L'ipotiroidismo può essere combattuto e tenuto sotto controllo con i farmaci. Infatti, quando la tiroide funziona correttamente, anche i sintomi della PCOS possono diminuire. Inoltre, una corretta alimentazione gioca un ruolo importante nel trattamento della PCOS e dei disturbi della tiroide e aiuta a diminuire l'insulino-resistenza.

Trovate altre notizie nella discussione al link qui sotto:
http://forum.alfemminile.com/forum/f110/__f111154_f110-Gruppo-di-studio-ovaio-policistico-e-disturbi-della-tiroide.html#7r

10 novembre 2012

FALLIMENTI RICORRENTI E ABORTI RIPETUTI

segnalato da lina7536


Aborti ripetuti o fallimenti multipli in cicli di IVF possono essere dovuti a problemi immunologici che determinano un rigetto precoce dell’embrione, prima che la gravidanza possa essere rilevata anche con l’utilizzo dei test più sensibili. Una donna spesso produce embrioni perfettamente vitali che sono poi persi attraverso ripetuti “mini aborti”. Questo molto spesso avviene in donne  che soffrono di patologie quali l’endometriosi, un ipo-attività della tiroide, o nei casi di “infertilità inspiegata o idiopatica” . E’ stato stimato che un fattore immune può essere coinvolto in più del 20% delle coppie con infertilità inspiegata. L’abilità di una donna di portare a termine una gravidanza dipende da una complessa interazione di sofisticati meccanismi immunologici messi a punto per convertire il suo utero in un luogo che eviti il rigetto dell’embrione, del feto e della placenta. Spesso questo meccanismo può essere alterato, e a seconda di come e quando questo avviene, la donna può andare incontro ad aborti ricorrenti, infertilità, o fallimenti nel concepire dopo IVF. Il Centro Fecondazione Assistita è specializzato nel trattamento di questi casi e attraverso un attento monitoraggio dei pazienti e trattamenti specializzati può incrementare la possibilità di ottenere una gravidanza.
Indicazioni per fallimenti multipli

1) Due aborti o due fallimenti in cicli di IVF/ICSI (età della donna maggiore di 35 anni) o tre aborti o tre fallimenti in cicli di IVF/ICSI (età della donna minore di 35 anni);
2) Precedenti problemi immunologici (ANA positivo, artrite reumatoide, e/o lupus);
3) Precedenti gravidanze che hanno evidenziato una crescita fetale ritardata;
4) Infertilità idiopatica (senza causa).
Indagini consigliate:
- isteroscopia
L'isteroscopia è una tecnica diagnostica mini-invasiva (non necessità di alcuna forma di analgesia o di anestesia locale) che consente di guardare all'interno della cavità uterina. Attraverso l'isteroscopia viene valutata la regolarità della cavità uterina, la presenza di entrambi gli osti tubarici, la presenza di eventuali polipi, miomi o aderenze. Tale tecnica consente, inoltre, grazie all'utilizzo di microstrumenti, di trattare le patologie eventualmente presenti o di effettuare delle biopsie mirate in caso di patologie neoplastiche quali iperplasia con atipia e carcinoma endometriale. L'isteroscopia è consigliata nei seguenti casi:
  1. Sanguinamento uterino anomalo (mestruazioni abbondanti o irregolari, piccole perdite di sangue tra una mestruazione e l'altra);
  2. Infertilità;
  3. Prima di effettuare una tecnica di fecondazione assistita;
  4. Aborti ripetuti;
  5. Donne in menopausa che presentano perdite di sangue (per escludere un carcinoma endometriale)
identificazione di clamidia nel sangue mestruale (rt-pcr)
Le infezioni rappresentano una causa di infertilità sia negli uomini che nelle donne.
Chlamydia trachomatis è un batterio intracellulare obbligato. Negli esseri umani è causa di una serie di patologie cliniche come ad esempio: tracoma, infezioni genitali e linfo-granuloma venereo (LGV). C. trachomatis si differenzia in 19 sierotipi o varianti sierologiche, sulla base di differenze antigeniche delle principali proteine della membrana esterna (epitopi).
Con l'eccezione di LGV, le infezioni da Chlamydia sono ampiamente diffuse tra la popolazione generale, e colpiscono principalmente i giovani di età compresa tra i 16 e 24 anni.  Si stima che circa 92 milioni di nuovi casi si verificano ogni anno nel mondo con una frequenza compresa tra l’8% e il 40% a seconda del paese.
I primi sintomi si manifestano da una a tre settimane dopo l'esposizione. Tuttavia, l’infezione  può essere asintomatica in circa il 70% delle donne e nel 50% degli uomini. Nelle donne, l’infezione da clamidia può causare cerviciti, malattie infiammatorie pelviche (PID - Pelvic Inflammatory Disease ) e salpingite (infiammazione delle tube di Falloppio ). Nei maschi provoca uretriti e epididimiti. L'uretrite è l'infiammazione dell'uretra (il dotto che porta l'urina dalla vescica all'esterno del corpo), mentre l'epididimite è l'infiammazione dell'epididimo. Se trascurate queste infiammazioni possono essere causa di infertilità: nelle donne l'azione del batterio  può determinare sterilità tubarica e incremento di gravidanza ectopica e nell'uomo porta all'occlusione dei deferenti.
- citochine th1/th2
Le citochine sono proteine prodotte da diversi tipi di cellule e rilasciate nel mezzo circostante. La natura e l'entità delle risposte immuni sono influenzate dalla quantità relativa delle diverse citochine prodotte nel sito di stimolazione linfocitaria. Nelle diverse risposte immuni i linfociti Tsi differenziano in cellule capaci di produrre citochine diverse; le due popolazioni maggiormente distinte sono denominate Th1 e Th2. I linfociti Th1 regolano la risposta immune responsabile dell'attacco a cellule infette o anormali. I linfociti Th2, al contrario, si oppongono all'azione dei linfociti Th1. In ogni persona si stabilisce un equilibrio naturale tra le due popolazioni cellulari che può essere indicato come rapporto Th1/Th2. E' importante stabilire il rapporto Th1/Th2 perchè donne con un alto rapporto possono essere trattate.  
cellule "natural killer"
Le cellule "natural killer" rappresentano una piccola frazione (circa il 2%) di linfociti che circolano nel sangue specializzati nell'eliminazione di particolari cellule tra cui: cellule infette da virus e cellule cancerogene. Ci sono evidenze che un'eccessiva attività di queste cellule nelle donne in età riproduttiva può essere associata con l'aborto ricorrente.
- immunofenotipo riproduttivo
Questo test misura la percentuale delle diverse popolazioni linfocitarie nel sangue (CD-3, CD-4, CD-8, CD-19, CD-5, CD-56, CD-16).
TROVATE IL LINK ORIGINALE A QUESTO INDIRIZZO:
E TROVATE LA DISCUSSIONE SU ALF QUI:

7 novembre 2012

TIROIDE: PROBABILITA' DI ATTECCHIMENTO E RISCHI ABORTIVI

di Oliviabelladellazia

Eccomi di nuovo a cercare di raccogliere informazioni frammentarie di vari posts. 

Le informazioni che vi riporto sono frutto di almeno 6 anni di raccolte di informazioni di vari medici (endocrinologi, immunologi, ginecologi esperti di endocrinogia ed esperti di sterilità e abortività) e questo non vuole sostituirsi a nessun medico e nessuno specialista. 
Tuttavia cerchiamo di fare un punto della situazione:

1) Per ottenere una gravidanza l'ideale è che la tiroide sia normofunzionante e non ci siano malattie autoimmuni trascurate o di cui non si è a conoscenza (idealmente una tiroide normofunzionante va da 0,5 a 4,5 -dipende dai valori dei laboratori- ma in gravidanza è consigliato un tsh fino a 2,5)

2) Un tsh sopra a 2,5 non è necessariamente indice di rischio di aborto. Quello che fa scattare il campanello di allarme sopra il 2,5 è se si hanno anche ANTICORPI POSITIVI o MALATTIE AUTOIMMUNI (tipo morbo di basedow o tiroidite di hashimoto). In questi casi infatti bisogna prendere una terapia di protezione e preparazione alla gravidanza e man mano gestirla durante il corso della gravidanza

3) Non è detto che si debba prendere l'eutirox in ogni caso se si ha un tsh sopra i 2,5 perché dipende sempre dalla presenza o meno di autoanticorpi che possono far aumentare i rischi. (chiedere sempre all'endocrinologo)

4) Attecchimento: i rischi di mancato attecchimento potrebbero esserci in caso di ipertiroidismo e quindi di valori di tsh significativamente bassi es: 0,03 (giusto per citare un esempio).

Ora è bene capire che anche in questi casi ci sono varie correnti di studi e io me le sono beccate tutte (da chi dice che la tiroide non è così incisiva, a chi dice che il tsh può stare anche a 4 e così via).

Posso dire, sulla mia pelle che è meglio avere un ENDOCRINOLOGO ESPERTO NEL CAMPO DELLA STERILITà E POLIABORTIVITà. Ogni centro di sterilità e poliabortività ne ha uno. Questi endocrinologi, a differenza dei normali endocrinologi sono specializzati nelle problematiche di gravidanza e quindi vedono casi di persone con difficoltà a restare incinta e a subire aborti ogni giorno e fanno indagini molto specifiche-dal pannello anticorpi all'ecocolordoppler tiroideo che non tutti gli endocrinologi fanno fare ma si limitano solo a prescrivere ecografia tiroidea)

A roma c'è il dott. Dal Lago (bravissimo a mio parere) che lavora presso la ASL Roma 100 in zona Eur - 
c'è la dott.ssa Vaquero del Fatebene Fratelli
c'è la Prof.ssa De Carolis c/o il San Giovanni che è una luminare di immunologia e che fa trattati sulla tiroide in gravidanza.
Tutti questi specialisti sono circondati da staff ginecologico (come nel caso del Dott. Dal Lago che essendo solo endocrinologi che ha una equipe di ginecologhe esperte in poliabortività e sterilità) oppure sono loro stesse Ginecologhe ed endocrinologhe (come la Vaquero o la De Carolis). Per gli specialisti in altre parti di Italia si può fare ricerca su CUB che è fantastico in tal senso o ricerca su google, o se qualcuno sa che scriva 

Per quanto riguarda i ns ginecologi di fiducia è meglio non affidarsi a loro per malattie tiroidee perché non è il loro campo!! a meno che avete tutti i valori perfetti e non si hanno anticorpi o patologie particolari!!

Altra cosa importante: per chi ha malattie autoimmuni (come me che le ho entrambe) bisogna stare attentissimi perché, appena avviene l'attecchimento il tsh può iniziare a schizzare. Ad esempio a soli 4 gg dal transfer di blastocisti il mio tsh è passato da 0,8 (dosato il giorno prima del transfer) a 2. Ho preso subito eutirox che me l'ha abbassato e nel giro di neanche 20 gg è scesa in ipertiroidismo....e ora sto prendendo il farmaco per la tiroide (si prende il Propycil in gravidanza perché il Tapazole è velenoso per il feto) e quindi ogni settimana faccio il dosaggio per aggiustare continuamente la situazione. UNO STRESS ASSURDO ma indispensabile!!

Ogni gravidanza è a sé e imprevedibile anche per la stessa persona quindi meglio non fare dosaggi a troppa distanza di giorni.

In questo post chiedo la collaborazione di tutte quelle che hanno da dare la loro esperienza (tipo Ifginea che anche lei ha esperienze sulla sua pelle  )
Chiunque voglia integrare o segnalare qlcs faccia pure.

un abbraccio a tutteeeee

LA DISCUSSIONE PER INTERO LA TROVATE QUI:
http://forum.alfemminile.com/forum/f110/__f97687_f110-Tiroide-probabilita-di-attecchimento-e-rischi-abortivi.html