7 dicembre 2012

PROLATTINA


La Prolattina cos'è ed a cosa serve     

La Prolattina è un ormone prodotto dall'ipofisi (una ghiandola che si trova alla base del cervello) La prolattina serve a promuovere l'allattamento in tutte le donne gravide che hanno partorito da poco. In pratica la funzione principale della prolattina e quella di stimolare la produzione di  latte dagli acini ghiandolari della mammella.


La Prolattina è un ormone misterioso e capriccioso : Misterioso perché visto che serve a promuovere l'allattamento, nelle puerpere, come mai la troviamo nel sangue anche nelle donne che non sono in gravidanza e che non hanno partorito da poco, e sopratutto cosa ci fa la prolattina nei maschi?. La prolattina è anche un ormone capriccioso, poiché aumenta e diminuisce la sua concentrazione, nel sangue, in poco tempo, ritmo circadiano con pulsatilità molto variabile, anche in base a stimoli esterni, al fatto che gli occhi siano chiusi o aperti, siamo stanchi o abbiamo riposato ecc. a tal punto che possono esserci differenze notevoli tra un prelievo e l'altro, anche se effettuati in poco tempo e nella stessa giornata.


Prolattina alta: Difficile la Diagnosi

La diagnosi delle iperporlattinemie è difficile. Ricordiamo che la prolattina è un ormone capriccioso per cui   non sempre il momento del prelievo corrisponde alla effettiva prolattinemia. Infatti nella pratica clinica notiamo che spesso, a fronte di rilievi clinici inequivocabili di iperprolattinemia, quali seno gonfio e dolente, cefalea recidivante, secrezione di latte dai capezzoli, il risultato del dosaggio serico della prolattina risulta  nella norma. Ciò porta inevitabilmente ad una sottostima della patologia.

Prolattina alta: Quante Tac e Risonanze Magnetiche inutili!

Riceviamo spesso e-mail, di utenti che ci raccontano più o meno la stessa storia: Ho fatto un dosaggio per la prolattinemia è venuto fuori un valore leggermente alterato, la mia dottoressa della mutua mi ha prescritto la TAC / La RM . Le cose stanno così : I Valori normali di prolattina, al di fuori della gravidanza sono: ( 0 e 20 ng/ml) Esistono gli adenomi e microadenomi ipofisari prolattino secernenti,  ma in questi casi si hanno valori di prolattinemia notevolmente alterati, di almeno più di due deviazioni standard, rispetto alla norma. (oltre 100 ng/ml) Di fronte ad una valore leggermente alterato (30 - 40 ng/ml) è perfettamente inutile prescrivere questi esami che sono anche invasivi, e che in caso di negatività portano anch' essi ad una sottostima della patologia

In pratica il medico ragiona così:  la TAC è negativa? quindi la prolattina non è da curare.


Prolattina alta: Come fare una corretta diagnosi

  Generalmente si parla di Iperprolattinemia, solo se la sua concentrazione va oltre  determinati  valori  "cosiddetti normali" ( 0 e 20 ng/ml)  senza tener conto della presenza o meno dei segni clinici di iperprolattinemia.
 Nella corretta valutazione di una iperprolattinemia  questo tipo di valutazione non va più bene.
Innanzitutto occorre  tener conto della estrema variabilità di concentrazione nel tempo della prolattina nel sangue (ritmo circadiano): a volte nel giro di poche ore, la sua concentrazione ematica  può raddoppiare.
    In tale ottica, va benissimo fare anche più prelievi nel corso della giornata, però è a nostro giudizio, sbagliato unire i prelievi eseguendo un unico dosaggio. In caso di prelievi multipli, deve essere eseguito un dosaggio per ogni prelievo, perché lo specialista deve essere messo in grado di poter valutare anche l'andamento del ritmo circadiano.
Tuttavia ciò non basta perché è stato recentemente dimostrato che esiste anche la possibilità di  iperprolattinemia presente solo nell'asse ipotalamo ipofisario, con livelli ematici periferici normali.
Quindi, per una corretta valutazione della iperprlottaninemia, non basta  il semplice confronto matematico, con i valori indicati quali normali dal laboratorio, (che variano da laboratorio a laboratorio) invece è necessario effettuare una integrazione della diagnostica di laboratorio con la clinica, tenendo conto anche di segni quali, Cefalea, Mastodinia (dolore al seno), irregolarità mestruali in senso di allungamento dei cicli fino all'amenorrea,  secrezione mammaria dai capezzoli.
In particolare a proposito di quest'ultimo rilievo, (quello della secrezione lattea) ricordiamo non dovrebbe essere mai trascurata, in occasione di   visita ginecologica: la strizzatura dei capezzoli.


Prolattina alta: segni ecografici

Pochi sanno che Esistono anche dei Segni Ecografici di Iperprolattinemia, nelle donne, in età feconda, che sono:

Utero un pò più piccolo della norma
Endometrio tendente al sottile  ( 1mm - 3mm ) di aspetto lineare, iperecogeno
Ovaie piccole di aspetto Omogeneo, con pochi follicoli, tra l'altro piccoli (max 5 mm) oppure Policistosi Ovarica
Idrometra (segno raro)

Prolattina e Fertilità

La Prolattina a dosi seriche di una sola deviazione standard in più, cioè solo leggermente aumentata,  risulta essere in grado, di inibire l'ovulazione o per lo meno di ritardarla, al punto di renderla inefficace ai fini della fertilità.

La Prolattina alta  è anche in grado di interferire con l'annidamento embrionale.

   Il principale meccanismo di  azione, che ostacola la fertilità della iperprolattinemia è quello inibitorio nei confronti del picco dell'LH che ricordiamo essere l'induttore dell'ovulazione. La mancanza o la ritardata ovulazione influisce anche sulla carenza di produzione di progesterone che può provocare difficoltà nell'annidamento ed abortività precoce. Ricordiamo  questa cosa: La Prolattina alta può essere causa di aborto spontaneo in questo caso sarà precoce (5- 7 sett.).


Cosa influenza la secrezione della Prolattina

  I Fattori che possono aumentare la secrezione di prolattina sono molteplici:
Tumori quali adenomi e microadenomi ipofisari prolattinosecernenti (prolattinomi)
Interazione con altri  ormoni: estrogeni, ipotiroidismo.
Morbo di Parkinson a partire dagli stadi iniziali,
Farmaci: estroprogestinici antidepressivi triciclici, metoclopramide reserpina, metildopa, anti acidi  anti H2.
Uso di stupefacenti: sono stati osservati livelli di prolattina elevati in entrambi i sessi, in cocainomani, nel periodo iniziale di astinenza, probabilmente a causa della riduzione della dopamina, inibitore della secrezione prolattinica.
Ritmo sonno veglia: la riduzione del sonno, favorisce l'aumento della prolattina. Il meccanismo è legato alla  stimolazione luminosa della retina che avviene durante la veglia, che riducendo la produzione di melatonina favorisce l'aumento della secrezione di prolattina.
Sistema Immunitario: Esiste una complessa ed ancora in parte sconosciuta interazione tra prolattina e sistema immunitario; le infezioni virali e batteriche e gli stati infiammatori, le malattie reumatiche, i tumori maligni nello stato iniziale,  aumentano la produzione di Prolattina mentre la Prolattina tende a frenare il sistema immunitario. il sistema immunitario è anche sensibile ad altri ormoni che aumentano durante lo stress psicologico: il GH, il TSH, la prolattina  mentre  gli oppioidi endogeni e la melatonina risultano ridotti nello stress.
Altri fattori Ricordiamo infine  altri fattori che possono influenzare la produzione di prolattina quali: forti emozioni, i traumi, gli eventi stressanti, le malattie prolungate (infettive, reumatiche, neoplastiche, etc.).
 Ricordiamo infine che la regolazione della secrezione della prolattina da parte dell'adenoipofisi,  ha nel sistema dopaminergico il più importante sistema centrale di controllo che ne inibisce la secrezione a livello ipofisario, dove, sulle membrane delle cellule secernenti la prolattina, cellule lattotrope, sono presenti recettori specifici per la dopamina. Sulle cellule lattotrope agiscono anche altre sostanze che arrivano dalla periferia. 
La prolattina è un ormone della contro-regolazione di estrema importanza biologica. 

Prolattina alta: Effetti sull'organismo femminile


  • Secrezione di latte dalle mammelle
  • Allungamento della distanza tra un ciclo e l'altro fino all'amenorrea
  • Riduzione di volume dell'utero, aumento di volume delle mammelle
  • Cefalea
  • (Mastodinia) Dolore alle mammelle
  • 'Obesità
  • Azione favorente l'intolleranza glucidica
  • Azione favorente la policistosi ovarica
  • Azione di ostacolo alla fertilità a vari livelli compreso abortività precoce spontanea
  • Frigidità sessuale


 Prolattina alta e gravidanza

La prolattina è un ormone necessario in gravidanza, dove i suoi livelli possono raggiungere e superare i 300 ng/ml. Nel caso in cui siano state fatte, al fine di ottenere una gravidanza,  terapie antiprolattinemiche, è sufficiente interromperle appena ci si accorge di essere in gravidanza, in questo caso non ci saranno conseguenze nel sul feto ne sull'andamento della gravidanza.  Solo nel caso di adenomi prolattino secernenti, con produzioni abnormi di prolattina, si potrà continuare, sotto controllo medico, la terapia antiprolattinemica, anche in gravidanza.

Prolattina e pillola anticoncezionale

La pillola estroprogestinica, (come pure il cerotto e l'anello anticoncezionali) tende a far aumentare i livelli di prolattina. Questo spiega  perché a volte la cefalea aumenta o compare con la pillola anticoncezionale.



Cenni di Terapia della  Iperprolattinemia

A fronte di un rilievo di Iperprolattinemia  è sempre utile curare l'iperprolattinemia, assoluta o relativa. in quanto sono più i vantaggi che si ottengono che gli svantaggi.

La possibilità di prescrivere, a carico del SSN, (senza la schiavitù della famosa nota 70) un farmaco prezioso come  il CABERGOLINA (Dostinex) ha reso possibile ampliare, la sicurezza e l'efficacia di tale farmaco.

Mentre la dimostrata uguale efficacia della BROMOCRIPTIDINA (Parlodel) anche per via vaginale, ha reso possibile una maggiore accettabilità, da parte della donna di tale altro ottimo farmaco antiprolattinemico.


Tutte queste info sono state prese da questo sito:
http://digilander.libero.it/fertility.it/prl.htm#La%20Prolattina%20cos%C3%A8%20ed%20a%20cosa%20serve

6 dicembre 2012

Mutazione del gene MTHFR e gravidanza a rischio


La gravidanza spesso può essere messa a rischio da alcuni difetti genetici coinvolti nel meccanismo della coagulazione del sangue.

La coagulazione e' un complesso processo che per funzionare prevede una successione di eventi prodotti dall’attività a catena di molti fattori (specifiche proteine). Le cosiddette trombofilie ereditarie (predisposizione genetica alla trombosi, cioè la tendenza del sangue a coagularsi più rapidamente) sono un gruppo di patologie dovute a difetti a carico dei geni che portano l’informazione per tali fattori.

Le forme varianti di questi geni coinvolti nella suscettibilità alla trombosi presentano una elevata frequenza nella popolazione . Queste mutazioni possono essere presenti in forma omozigote(entrambi i geni mutati) o eterozigote(un solo gene mutato). Nella popolazione europea tale mutazione è presente in forma eterozigote intorno al 40- 46 % ed in forma omozigote  nel 12-13 %

Tra queste in particolare uno dei fattori della coagulazione,denominato MTHFR, può presentare due tipi di mutazioni la MTHFR A1298C e la MTHFR C677T. 

La condizione genetica di eterozigosi o omozigosi per uno o più di questi geni predispone all'aborto spontaneo. Infatti molte donne vengono a conoscenza di avere tali mutazioni solo dopo un’ accurata indagine genetica che spesso viene richiesta dal ginecologo solo in seguito a ripetuti e inspiegati aborti o di fronte ad una infertilità inspiegata.

Ma qual è il ruolo di questo gene in gravidanza? 

Le mutazioni dell’MTHFR possono causare un aumento dell’omocisteina ematica che, in determinate circostanze, può avere un’azione tossica sulla parete dei vasi sanguigni portando alla formazione di trombi. Si ha inoltre la riduzione dell’attività di questo fattore che provoca l’alterazione del metabolismo dei folati (vitamine del gruppo B) con conseguente aumento nel circolo sanguigno dell’omocisteina. (iperomocisteinemia) e diminuzione dell’acido folico.

Esse sono anche associate ad un rischio aumentato di difetti del tubo neurale nel feto in formazione in quelle donne che prima o durante la gravidanza non hanno assunto un buon quantitativo di vitamine, in particolare di acido folico (Vitamina B9).
L’aumento di omocisteina nel sangue è inoltre causa della cosiddetta “preeclampsia”, una malattia della placenta caratterizzata dalla presenza di edemi, proteine nelle urine e pressione alta, nonché di aborti ricorrenti. 

E’ importante conoscere lo stato dei geni per la trombofilia prima di iniziare una gravidanza.

E’ un’indagine molto semplice: con un prelievo di sangue è possibile determinare con analisi di genetica molecolare la presenza o assenza di mutazioni non solo dell’MTHFR, ma anche di altri fattori della coagulazione ad esso correlati quali il fattore V e il fattore II. La presenza contemporanea di più mutazioni a danno del gruppo dei geni per la trombofilia aumenta il rischio . 

E’ necessario ed importante studiare con analisi molecolari le varianti di questi geni in particolare nel caso in cui :
- ci siano stati precedenti episodi di trombosi ,
- si inizia ad assumere contraccettivi orali,
- si sono avuto più aborti 
- in presenza di una precedente gravidanza con difetto del tubo neurale (DTN) nel feto.

Nel caso in cui, una donna presentasse la mutazione dell’MTHFR associata ad un aumento dell’omocisteina ematica, deve assumere acido folico che, in genere, riporta il livelli di omocisteina ai valori fisiologici. 
L'acido folico si trova in uova, verdure a foglia verde come spinaci e broccoli, arance e legumi come piselli e fagioli secchi oppure può essere assunto con gli integratori vitaminici. 

Tratto da: http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=350

EPARINA: Cos'è, effetti collaterali e testimonianze


Soffrire diversi aborti è una delle situazioni più dolorose per le donne che cercano di avere un figlio, e ancor più dura se si sono dovute sottomettere a trattamenti di Riproduzione assistita. 

Così nel sottomettersi a ripetuti trattamenti di Fecondazione in Vitro e transferimenti embrionari senza successo provoca la ricerca disperata di nuovi trattamenti.

Uno dei farmaci proposti per trattare queste situazioni è l’eparina.

L’eparina è un’efficace agente anticoagulante ampiamente utilizzato in Medicina per trattare trombosi o per evitarle.
Visto che una delle cause di aborto o mancato impianto risiede nei  disturbi della coagulazione o anticorpi contro di essa, ed entrambe le situazioni rispondono in modo soddisfacente al trattamento con eparina, è stato proposto il suo utilizzo per quelle pazienti che senza soffrire questi problemi presentano comunque quadri abortivi e mancati impianti embrionari.

Nonostante non si abbiano attualmente chiare  evidenze del suo effetto terapeutico, numerosi studi pubblicati recentemente mostrano una tendenza favorevole per le percentuali di successo ottenute nei trattamenti dove fu utilizzata eparina.

Per questo, una valutazione obiettiva di ogni caso è necessaria prima di prescriverne il suo utilizzo.

Il fatto di essere un farmaco sicuro nel dosaggio utilizzato e ben tollerato apre vie promettenti nei trattamenti.

(tratto da http://www.institutobernabeu.com/foro/it/2012/07/09/l%E2%80%99eparina-nei-trattamenti-per-l%E2%80%99aborto-ripetuto-o-mancato-impianto-embrionario/#more-543)


EFFETTI COLLATERALI


Una lieve piastrinopenia, con numero di piastrine che rimane in genere supriore a 100.000 plt/mcl, rappresenta un frequente riscontro nei primi giorni di terapia eparinica . Esistono due tipi principali di piastrinopenia causate dall’eparina:
A. Tipo 1: nella maggioranza dei casi la caduta della conta piastrinica si osserva nei primi due giorni dall’inizio della terapia; quasi sempre le piastrine risalgono spontaneamente a valori normali nonostante il proseguimento della terapia stessa. Questo tipo di piastrinopenia “precoce” non è di importanza clinica in quanto non provoca conseguenze per il paziente.
B. Tipo 2: si verifica nello 0,5-3% dei pazienti in eparina, ed è caratterizzata tipicamente da una diminuzione meno rapida del numero delle piastrine, di solito osservata fra il 4° ed il 10° giorno dopo l’inizio del farmaco. Questa forma molto più seria di piastrinopenia è dovuta alla formazione, da parte del sistema immunitario del paziente, di autoanticorpi diretti contro il complesso eparina/anti fattore piastrinico 4
L’incidenza della piastrinopenia da eparina è più elevata nei pazienti che assumono eparina standard o non frazionata rispetto a quelli che ricevono eparine a basso peso molecolare, nei pazienti che assumono eparina bovina rispetto a quella di origine porcina, nei pazienti operati per problemi ortopedici (protesi d’anca, artroprotesi del ginocchio, frattura del femore) rispetto ad altre categorie di pazienti, per esempio quelli operati per bypass aortocoronarici in cardiochirurgia o rispetto a quelli ricoverati in reparti internistici.
La piastrinopenia da eparina si osserva anche in pazienti esposti a dosi molte piccole di eparina, non solo in quelli trattati con dosi profilattiche o terapeutiche del farmaco. Infatti la PIE è stata descritta anche in soggetti che avevano ricevuto solo 250 unità di eparina o dopo l’inserimento di cateteri eparinizzati, per esempio quelli utilizzati per la chemioterapia nei pazienti affetti da tumori.
Gli autoanticorpi non sono diretti contro l’eparina, bensì contro il fattore piastrinico 4 (PF4), una proteina rilasciata dalle piastrine la quale, in seguito al legame con l’eparina, subisce dei cambiamenti della sua struttura tali da non farla riconoscerla come una proteina “propria” da parte del sistema immunitario che, pertanto, cerca di eliminarla. In seguito al legame con le piastrine, queste vanno incontro ad attivazione e rilasciano altro PF4, una sorta di circuito a feedback positivo. Tale legame porta sia alla formazione di microaggregati piastrinici e successiva rimozione splenica (d’onde la piastrinopenia) sia alla attivazione delle piastrine stesse e alle frequenti trombosi. Infatti il problema principale di questi pazienti sono le trombosi e non le emorragie che sono veramente rare, anch eperchè raramente le piastrine diminuiscono al disottodelle 50.000/mcl.
La piastrinopenia da eparina di tipo 2 va considerata un’emergenza in quanto può provocare delle gravi trombosi arteriose e/o venose: trombosi delle vene profonde delle gambe, embolia polmonare,ischemia degli arti inferiori con rischio di amputazione, infarto del miocardio, ictus cerebrale, necrosi cutanea. Spesso sono presenti trombosi in sedi multiple.
La piastrinopenia da eparina va quindi considerata uno stato trombofilico a tutti gli effetti.
La precisa patogenesi di questo stato trombofilico non è nota. È opinione corrente chele piastrine attivate rilascino sostanze procoagulanti o microvescicole che fungono da catalizzatrici della cascata coagulativa.
Raramente la piastrinopenia compare parecchio tempo la sospensione dell’eparina. Nei pazienti in terapia eparinica per un evento trombotico, il segno iniziale di PIE è la comparsa di piastrinopenia; a questa si possono aggiungere poi nuovi fenomeni trombotici o l’estensione e l’aggravamento di quelli per la terapia dei quali il paziente stava assumendo l’eparina.
La diagnosi di piastrinopenia va sempre sospettata quando il numero diminuisca del 40-50% rispetto al valore di partenza o quando scendano al disotto dei calori normali. In questo caso la terapia con eparina deve essere immediatamente sospesa e vanno avviate le indagini di laboratorio necessarie per la conferma del sospetto diagnostico. Queste indagini tuttavia sono abbastanza indaginose e non sempre disponibili in tutti i laboratori.
Terapia della piastrinopenia da eparina
Per quanto riguarda la terapia, oltre alla sospensione dell’eparina, se necessario, bisogna ricorrere ad altri farmaci tipo la lepirudina, il danaparoide e l’argatraban. Non si devono usare le eparine a basso peso molecolare per la possibilità di reazioni crociate con gli autoanticorpi antipiastrine. Sono stati tentati altri approcci terapeutici (trombolisi, plasmaferesi ecc), ma il numero di pazienti sottoposti a queste terapie è molto piccolo e non è possibile esprimere un giudizio sulla loro efficacia.
Un paziente che ha avuto una piastrinopenia da eparina deve stare molto attento in caso debba nuovamente assumere il farmaco: in questo caso la piastrinopenia può ricomparire anche dopo poche ore dalla nuova somministrazione del farmaco, a meno che non siano trascorsi almeno tre-quattro mesi dalla precedente somministrazione. Solo in casi eccezionali, per esempio in occasione di interventi chirurgici in circololazione extracorporea e per il tempo strettamente necessario all’operazione, è possibile somministrare eparina ad un paziente con precedente piastrinopenia da eparina.
TESTIMONIANZE (sophie020480)
Poiche' leggo che tante di voi fate l'eparina in gravidanza, sapete che sin dall'inizio e' importante fare la conta piastrinica a giorni alternati x almeno 2 settimane? Vi spiego a me e' successo che da un giorno all'altro mi si sono abbassate le piastrine di 70 mila e ci stavo restando secca, in pratica anche se e' raro puo' capitare che il corpo produce gli anticorpi antieparina e a me e' successo. E ho dovuto interrompere subito la seleparina correre dall'ematologo che me l'ha sostituita con l'Arixtra che non influisce sulle piastrine. Fate molta attenzione e' rischiosissimo. Un abbraccio a tutte!

La discussione la trovate qui:

http://forum.alfemminile.com/forum/f110/__f112837_f110-Eparina-importante-leggete.html#12r